Impaginare il futuro

Avete in mente quando si sbircia da lontano, dietro a un mobile o a un angolo di strada, un bambino, mentre ne combina una delle sue? O quando si capita per caso vicini ad una scena curiosa? In quel momento funzionano le coincidenze, ma ancora di più la voglia di mettersi alla ricerca, per capire.

Mi è successo così: dal titolo assegnato all’edizione 2019 di Fotografia Europea – “Legami – l’idea di poter lavorare ad un progetto che sviluppasse quel tema mi ha spinto a ricollegare insieme tutte le sbirciatine lanciate sul mondo intorno e che, rimaste lì a depositarsi nel cervello, avevano ormai raggiunto l’urgenza di farsi strada fuori dalla mia testa.

Grazie al circolo fotografico Contrasto Lab, pieno di quell’ energia – anche un po’ inconsapevole, tipo mina che ti esplode sotto i piedi – ho scritto la mia idea di “legami”, cominciando a mettere insieme diversi sguardi sul più importante di tutti: la famiglia.

Sbirciando dentro al lavoro di progettazione.
Futuri Passati: il contenuto del progetto

Sketch book

appunti e ritagli durante la progettazione

E rovistando dentro al tema “famiglia” la prima evidenza emersa è che siamo tutti figli del nostro passato, così come siamo tutti figli dei nostri genitori. Il passato ci coccola e ci rassicura di fronte al futuro che non conosciamo ancora. Possiamo amarlo – così come amiamo i nostri genitori – ma talvolta dobbiamo anche odiarlo, perché ci lega e ci limita nell’accogliere in piena libertà un futuro nuovo. Ugualmente ci limitano i nostri affetti.

Sono questi i legami che, seppur cari, condizionano il nostro cammino, e ci impediscono un futuro nuovo e inedito, anche se da essi trae  la sua linfa vitale. E’ il passato in definitiva che ci consente il benessere del presente.

Questi sono gli argomenti che abbiamo affrontato nel gruppo di lavoro dedicato al progetto “Futuri Passati” (qui potrete leggerli tutti, anche quelli degli altri gruppi).

Discuterne insieme ci ha fatto scambiare punti di vista, mettere in circolo tra noi  le idee e moltiplicarle. Quando alla fine – dopo un primo rodaggio – lo scambio ha cominciato a funzionare, allora abbiamo trovato quelle soluzioni che da soli avremmo faticato a scovare. E alla fine qualcosa è nato. 

Sbirciamo insieme dentro al progetto Futuri Passati.

Il lavoro di sintesi fotografica.

La parte più impegnativa della progettazione è stata quella di riuscire a raccontare oggi – attraverso immagini fotografiche – tutto quello che il passato ha rappresentato individualmente, ma anche tutto quello che la storia rappresenta per ognuno di noi, senza rendere questa indagine troppo personale, bensì facendone un racconto di tutti.

Il linguaggio fotografico è quello che meglio si è prestato all’ osservazione del proprio passato: chi non ha nel proprio album fotografico (nei file o nelle cartelle virtuali) pezzi di vita realmente vissuta?

Ma come riuscire a far entrare qualcun altro dentro i percorsi di senso e di narrazione che avevo in mente con quelle foto? Come può uno spettatore – ignaro dei  vissuti e dei  rimandi che sono dentro ad ogni immagine – riuscire a condividere con l’autore tutto quello che vorrebbe dire? Come può viceversa l’autore far sentire la sua autenticità in un sistema di comunicazione dove le fotografie sono consumate come se fossero un caffè bevuto in fretta, in piedi al bar, una dietro all’altra? 

La soluzione l’abbiamo trovata provando a tirar fuori dalla nostra memoria alcune delle immagini più nitide e facendole diventare delle icone.

In cinque storie, rappresentate ognuna attraverso tre oggetti diversi, per cinque diverse fasi della vita e stati emotivi ho sviluppato il mio progetto.

Partendo da bozzetti di lavoro, schizzi e ritagli le idee hanno cominciato a diventare prima cartelloni, poi abbozzi di foto, e infine foto vere e proprie.

 Le scelte tecniche e di stile.

La scelta tecnica del collage fotografico su basi colorate è stata una scelta concettuale.

Per guidare le emozioni che una foto fa sentire, anziché  ritoccarle con Photoshop o realizzarle attraverso ambientazioni scenografiche in studio, ho fatto un’operazione di costruzione manuale dell’immagine – una sorta di “artigianato” povero – in modo da poter restituire una mia visione del concetto di tempo.

Ogni foto è stata scattata personalmente e poi ritagliata e incollata, ottenendo anche un effetto più materico della semplice carta fotografica stampata .

Non è la foto in sé ad essere il centro della visione, ma è l’idea che la composizione di foto e di colori riesce a trasmettere. I cromatismi infatti sono stati pensati sia con una funzione semantica, cioè come catalizzatori della visione, catturata e reindirizzata su sensazioni precise (es.: azzurro=dolcezza, verde=energia, rosso/fuxia=attrito, marrone=sicurezza), sia con una funzione estetica, cioè come sfondo e cornice dell’immagine.

Futuri passati in cinque temi.

Siamo fatti di pezzettini – tanti – tutti completamente fusi nelle nostre vite. Sono pezzi che hanno a che fare o con oggetti che hanno popolato le nostre vite (e ancora le popolano), o anche solo con gesti che sono rimasti impressi nella nostra memoria e nella nostra storia. Alcuni sono più ingombranti di altri, ma tutti insieme compongono – come atomi elementari – spirito e corpo di ognuno di noi. Sono la materia prima del nostro ‘passato’ e sostanziano quello che sarà il nostro futuro.

 

Io sono ancora sogno
sono ancora sogno: l’attesa, le speranze, il sogno di ciò che si deve ancora realizzare

Se ripenso ai momenti in cui ero “in attesa” di mio figlio, mi sembra di poter rivivere quell’atmosfera piena di aspettative e di speranza che rende tutto intorno come ovattato. Quel momento ha coinciso – e coincide per chi sta vivendo nell’aspettativa – con la magia di chi sta sognando e desiderando. E’ il momento in cui chi ti ha concepito come essere, si è  proiettato con te nel migliore dei futuri immaginabili.  La foto “ sono ancora sogno”,  è il passato prima del presente, il momento del ricordo di quello che era, l’ armonia totale.

Ti hanno desiderato pensato e immaginato; ti hanno regalato oggetti (peluche e pupazzi) e fatto a mano cose (scarpine a maglia), apposta per te, quando nemmeno avevi ancora i piedi per camminare. Da lì qualcuno ha cominciato a intrecciare i legami della tua vita.

 

Io cresco
cresco: la vita esplode, comincia il cammino

Poi sei cresciuto (foto “ cresco”): le gambe e i piedi li avevi già abbastanza grandi per muoverti da solo (con scarpe e calze su misura) e per camminare a raccogliere dal mondo tutto quello che ti offriva (la scuola, le prime esplorazioni), sia in quanto c’era di bello (le cure e le attenzioni dei tuoi cari ) che di brutto (delusioni, cattiverie, male).

 

io sono strappi
sono strappi: bisogna strappare i legami e i vincoli

Ma poi un giorno ti sei accorto che non potevi più solo riempirti di tutto quello che ti veniva dato (foto: “sono strappi”), che non ci stavi più ad essere sempre riconoscente per quello che avevi ricevuto. E allora si è rotto qualcosa. Hai preso su le tue scarpe, qualche oggetto che ti faceva sentire più forte (sigaretta e rossetto), e sei scappato, strappando via tutti quei lacci (una matassa diventata di filo rosso) che ti impigliavano dentro un futuro già preconfezionato.

 

4 legami
sono legami: gli amori, le relazioni, le consapevolezze

Il cammino però tocca mete conosciute e si ferma proprio là dove sono i legami già vissuti: legami di persone, di affetti, di impegni (foto: “sono legami”).  Quelle mete stavano già scritte nel tuo passato e se anche hai cercato di evitarle, alla fine ritornano. Solo che adesso bisogna fermarsi e rileggere tutto quello che è già stato scritto nella tua storia (fogli di giornale sparsi) e diventarne consapevole. La tua vita, le tue esperienze passate che stanno lì, devono essere riguardate per affrontare il legame più forte che ora ti stringe: il cammino che resta ancora da fare.

Sarai capace di trovare il tuo futuro? Quale potrà essere? Saranno state troppo resistenti le corde che ti hanno legato al lavoro, agli affetti, alle responsabilità, tanto da impedirti di trovare il tuo miglior domani? Ma quale sarà (o quale sarebbe stato) il tuo miglior futuro?

Alla fine non rimarranno altro che tutti i legami passati con cui ha intessuto il tuo presente: legami d’amore, di fede, di passioni, di esperienze. Legami con la terra, la natura, la  vita.

Tanti legami, di cui molti dispersi nella memoria.

5 libero
sono libero: di raccontare, di slegarmi e di correre

Il vero approdo starà dove finalmente potrai sentirti libero (foto: “sono libero”), là dove se anche tutti i legami del mondo provassero a blandirti tu riusciresti comunque ad essere leggero, senza corde. Senza più alcun bisogno di cercare chi sei (a piedi nudi, senza scarpe) perché tu sei tutti i pezzi del tuo passato, rimessi insieme. Ora il tuo futuro puoi anche regalarlo agli altri (raccontando e scrivendo le esperienze e le consapevolezze acquisite) come un dono di generosità.

Così è nato il progetto Futuri Passati, un lavoro realizzato a quattro mani a partire dal concept 2019 di Fotografia Europea. Abbiamo iniziato da poche e non semplici domande, e quello che abbiamo realizzato ci ha soddisfatto ma solo in parte perchè le domande non finiscono mai di interrogarci.

E noi di cercare.

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Grazie:

un grazie grandissimo al generoso, disponibile, competente e assetato di risposte Alessandro Russo, architetto e fotografo con la passione della profondità delle cose, e compagno insostituibile in questa importantissima esperienza progettuale.

Grazie al direttivo di Contrasto Lab che, oltre ad avermi consentito questa pubblicazione ha permesso al progetto di nascere e svilupparsi.

Grazie a tutti i soci di Contrasto Lab che con i loro suggerimenti, espliciti o rimasti dentro alle espressioni delle loro facce, mi hanno permesso un confronto per capire dove stavo andando. Qui inoltre trovate tutti i progetti  del collettivo che hanno partecipato a Fotografia Europea 2019.

A tutti auguro di trovare sempre compagni di viaggio con cui cercare insieme – con i linguaggi preferiti – i modi per raccontarsi, riuscendo anche alla fine a divertirsi, dopo tanta fatica.

PS: vi aspettiamo al Inaugurazione Mostra Fotografia Europea 2019 con la nostra esposizione dal 12 aprile al 9 giugno 2019!

 

 

 

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